Viviamo legati a un filo chiamato destino mosso dalle dita delle proprie mani

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Bonaccia.

Vento pallido soffia dentro i nostri cuori

dittatore senza meta non ha tempo per gli onori

danziamo soffocati come foglie prive di colori

ogni tanto ci poggiamo e ci rialziamo spettatori

Io…

Sono una marionetta senza volto

senza nome,

non riesco ad imitar il volo

del calabrone

una bambola priva di ogni forma

di emozione,

Galileo guardandomi direbbe

eppur si muove.

Sono come la corda di un violino

rotto

un orologio che non emette più alcun

rintocco

un ramoscello verde in un albero ormai

morto,

mi nascondo dietro un foglio e partorisco

il mio aborto.

Un lottatore che cerca il suo avversario

e non lo trova

lottar contro se stessi non è mai facile

la prova

provando ad aspettar che la felicità mi bagni

e piova,

l’ombrello è troppo grande per far si che qualcosa

si muova.

Rimangon poche righe in queste rime così

piene

continuo a respirare ma inspiro solo

cherosene

Eraclito quel giorno pensò e disse proprio

bene,

Ora tutto scorre, la libertà si trova fuori

dalle mie vene.