Non sono in vendita.

Forse ormai lo sapete, mi spiace ma io non sono in vendita, non sono in saldo e non offro sconti a nessuno per nessun motivo.

Quelle poche persone che mi stanno vicino ed hanno accettato in parte ciò che sono lo sanno, dirò sempre quello che penso anche nel caso in cui pensassi un pensiero che probabilmente potrebbe darebbe molto da pensare.

Oggi le persone sono come il mercato, si mettono a ribasso per riuscire a valer qualcosa.

Ma come?!? Com’è possibile valere di più chiedendo di meno?

Amici miei i rapporti funzionano così, meno costi a livello emotivo ed intellettuale più vieni ricercato.

La mia scelta è di valere poco nel bene e nel male.

Chi mi cerca sa cosa va incontro e non rimane mai deluso dalle aspettative, sono come quel vestito fuori moda che tutti vorrebbero ma nessuno avrà mai il coraggio di indossare.

Questo lo dico perché nel caso in cui vi venga in mente di provare a conoscermi o a scrivermi una mail aspettandovi qualcosa in cambio probabilmente non riceverete nulla se non altro che la proposta di prestito per un capo indossabile sì, ma a caro prezzo!

Ora vi saluto e mi raccomando dateci dentro con gli acquisti.

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Io…

Sono una marionetta senza volto

senza nome,

non riesco ad imitar il volo

del calabrone

una bambola priva di ogni forma

di emozione,

Galileo guardandomi direbbe

eppur si muove.

Sono come la corda di un violino

rotto

un orologio che non emette più alcun

rintocco

un ramoscello verde in un albero ormai

morto,

mi nascondo dietro un foglio e partorisco

il mio aborto.

Un lottatore che cerca il suo avversario

e non lo trova

lottar contro se stessi non è mai facile

la prova

provando ad aspettar che la felicità mi bagni

e piova,

l’ombrello è troppo grande per far si che qualcosa

si muova.

Rimangon poche righe in queste rime così

piene

continuo a respirare ma inspiro solo

cherosene

Eraclito quel giorno pensò e disse proprio

bene,

Ora tutto scorre, la libertà si trova fuori

dalle mie vene.

Gli altri.

La realtà è così irreale che la finzione è diventata reale.

Le persone sono così reali nella loro incoerenza da pensare di essere vere nella loro stessa coerenza.

Se non esiste distinzione tra menzogna e realtà tutto si perde, tutto potrebbe essere vero o falso.

Ormai la questione non è ciò che siamo ma ciò che vogliamo essere e se questo è basato su quello che pensano gli altri di noi, non saremmo mai ne veri ne finti, non diremo mai né menzogna ne realtà.

Saremo solo “gli altri”.

L’amore.

L’amore è come un ago conficcatosi nel cuore,

un ciarlatano

abbindolatore,

una musica suonata senza accordatore.

Mille aghi e urlo di dolore,

nel silenzio spingo l’acceleratore

accorcio la mia vita senza paura ne timore

sarò io a guidarne il flusso, ne ho già preso il timone.

Mi segue in questi oceani fatti di abnegazione

nessun pirata, né fama né acclamazione,

solo il silenzio a suonar la sua canzone

ed un solo ascoltatore a sentir l’esibizione.

Io credo che l’amore sia una forma di tumore.

Piacere.

L’intelligenza non è esibirsi. E’ esibire.

–Daniele–

 

Non dovrei scrivere ma sono abbastanza ignorante da poter pensare di riuscire a trasmettere qualcosa.

Non dovrei nemmeno pensare direte voi a questo punto.

Il problema principale è la gratuità del pensiero ignorante.

Si trova ovunque in ogni dove e molto spesso viene trasmesso tramite la scrittura come in questo caso.

Ma se pensi che il tuo pensiero sia ignorante perché scrivi se vuoi trasmettere qualcosa che non lo sia?
Perché voi molto probabilmente siete talmente tanto intelligente da poter trovare qualcosa di utile in questo paradosso culturale.

Insomma visto facendo un piacere.

E non uno di quelli per i quali vi sentirete in debito per tutta la vita, ma di un altro tipo.

Anche i piaceri a volte sono gratuiti o almeno così dicono.

Perché se lo fossero per davvero non sarebbero così piacevoli per chi si appresta a compiacerci.

Molto probabilmente non esisterebbe neanche questo articolo così maleducato.

Ma allora tu cosa ci guadagni?!

Bella domanda.

La riposta è molto semplice.

Se anche solo uno di voi troverà interessante tutto ciò molto probabilmente il sol pensare di aver scritto qualcosa di utile per qualcuno, mi darà la falsa idea di poterlo essere anche io, intelligente.

Quindi vi ringrazio. E’ stato un piacere.

Specchi.

Nella stanza degli specchi

si riflette la mia immagine 

in ogni porzione di luce si manifesta 

una parte di ciò che sono.

Qualche vetro si è rotto

mostrandomi

schegge d’ombra conficcate nel mio cuore.

In ogni riflesso manca qualcosa

ciò che rimane celato 

le parti peggiori che la vita

mi ha donato.

Tutto ciò è cosi irreale

da non poterlo accettare.

Prima di chiudere la porta 

di  questo paradiso mortale

mi volto e vedo

ciò che realmente sono.

Ogni spicchio

ogni specchio

ogni porzione

riflette

la stessa essenza

la stessa luce

la stessa ombra 

lo stesso tutto

lo stesso vuoto 

la stessa immagine

lo stesso io.


Il nulla.

Incomprensibilmente me.

 Non ho mai scritto con l’idea di dover scrivere.

Ho scritto qualche pensiero

mai pensato. 

–Daniele–

Questo sono io. Prendere o lasciare.

Potrei essere diverso da ciò che sono ma finirei per essere uguale a ciò che ero e non potendo sapere ciò che sarò rimango dell’idea che essere esattamente ciò che voglio sia la soluzione migliore.

Cinico, freddo, antipatico. Non cambio sembianze per accontentare la vanità di chi mi ascolta nemmeno quando sono io a domandare.

Quelle domande che non andrebbero mai poste nemmeno al tuo peggior nemico perché potrebbero cambiarlo così profondamente da trasformarlo in qualcosa di diverso.

Meschino ed egoista. Educazione e rispetto non vogliono dire limitare la propria esperienza nei confronti della conoscenza. Il non esprimersi il non pensare il non dire sono le forme di maleducazione che non tollero. Tutto il resto posso accettarlo.

Sgrammaticato. Mi rileggo ma non correggo perché mi piace l’errore in ogni sua forma ed è ciò che contraddistingue la realtà dalla finzione. Adoro  la fluidità dei pensieri piuttosto che la noia dettata dalla sfarzosità grammaticale.

Odioso odiato e odiante. Su questo non vorrei divulgarmi troppo.

Noioso.

Incoerente.

Per ora ho detto abbastanza. Domani potrei raccontarvi anche dei miei difetti.

Ad oggi vi regalerò il sapere dei miei pregi.